Terredora di Paolo

Vignaioli in Campania.

TERREDORA dal 1978 è protagonista indiscussa del rinascimento vitivinicolo della Campania. Coniugando esperienza e tradizione, ha introdotto nella coltivazione dei millenari vitigni autoctoni moderne innovazioni, conoscenze tecniche e uomini protesi a valorizzarne il futuro, promuovendo il ritorno della viticoltura campana alla sua più antica e qualificata tradizione. In Campania la storia dell’uomo è intimamente legata a quella della vite e l’impegno di TERREDORA è di portare in ogni bicchiere il gusto di questa terra affascinante, resa generosa dal fuoco dei vulcani e dal sole. Dal secondo dopoguerra Walter Mastroberardino, tenace uomo del Sud ed oggi a capo di Terredora cominciò a portare in giro per le città italiane, Milano in testa, le bottiglie che produceva insieme ai fratelli nell’azienda che aveva ereditato.

Nel 1994 si chiude questo capitolo della sua vita e, a sessant’anni quando altri avrebbero deciso di ritirarsi a vita privata, decide di intraprendere un nuovo percorso con i suoi figli Daniela, Lucio e Paolo, grazie al sostegno della moglie, Dora Di Paolo.Non a caso sceglie che la sua nuova azienda prenda il nome di questa donna silenziosa, ma sempre presente ed operosa. Viene costruita la cantina a Montefusco per la vinificazione delle uve delle tenute che erano state acquistate sin dal lontano 1978, quando l’Irpinia era pressoché caratterizzata dall’incolto, con la consapevolezza che solo il controllo diretto di tutti i processi produttivi assicura quella qualità globale che è all’origine di tutti i grandi vini. Grandi successi, in vent’anni di storia, ma anche pagine assai tristi, con la scomparsa di Dora e subito dopo, nel 2013, quella prematura di Lucio Mastroberardino, l’enologo dell’azienda sin dagli inizi quando era poco più di un ragazzo e che, nel 2006, aveva raggiunto, a Londra, il traguardo della nomination ad Enologo dell’Anno per la categoria vini bianchi nel Concorso Internazionale “The International Wine Challenge”. 

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Da quel momento Walter Mastroberardino con la tipica saggezza di un uomo che ha attraversato tante tempeste nella vita, ma da esse non si è fatto sconfiggere, decide che, nei momenti dolorosi, più che mai è la famiglia che deve essere in prima linea e raccogliere le sfide della nuova fase che comincia, uniti nel ricordo di colui che tanto ha contribuito, con i fratelli Paolo e Daniela, a creare questa realtà imprenditoriale del Sud. La storia di TERREDORA è il ritratto di Walter e della sua famiglia, in tutte le tinte della sua terra e delle sue genti operose. L’Irpinia, zona collinare dell’entroterra non lontana dal Golfo di Napoli, da Pompei, da Amalfi e da Sorrento, ha avuto il suo riscatto grazie ai vini che produce sin dall’epoca dei Greci e dei Romani. Tra le maggiori aziende viticole del Meridione d’Italia con circa 200 ettari, TERREDORA quotidianamente porta avanti il suo impegno in vigna e in cantina seguendo le più attente tecniche e ricercando con costanza l’equilibrio con l’ambiente. L’identità dei vini TERREDORA è quella, pertanto, di essere frutto pregevole della fantasia della natura che mani sapienti assecondano.