Corte dei Papi

CHI SIAMO

Il marchio dell’azienda si ispira al simbolismo e alla precisione del pavimento della Cattedrale di Anagni realizzato dai maestri cosmati nel XII secolo.
I due concetti sono il motore portante della nostra filosofia aziendale: da una parte raccogliere completamente l’eredità di una tradizione millenaria, dall’altra quella di renderla perfetta utilizzando con cura e parsimonia gli strumenti moderni: antiche tecniche e moderne tecnologie.

L’AZIENDA AGRICOLA

L’azienda Agricola Corte dei Papi si estende su una superficie di circa 190 ettari fra il comune di Paliano e quello di Anagni, nel cuore della zona di produzione del Cesanese del Piglio D.O.C.G.

La tenuta si erge su tre colli, morbidi e di grande suggestione: Colle Tonno il cui nome deriva dal dialetto locale dove “tonno” significa “rotondo”, Colle Ticchio sul quale si estende parte del vigneto da cui ha origine l’omonimo vino e, infine, Colle Richezza antico appellativo dato a questo poggio per la copiosa generosità del suo terreno.

I VIGNETI

I vigneti di Corte dei Papi si estendono attualmente su una superficie di circa 25 ettari su cui sono stati impiantati Cesanese d’Affile, Cesanese comune e, in piccola parte, Sangiovese. Tale scelta deriva dalla volontà di riprodurre in azienda l’antica ripartizione delle varietà presenti nei vigneti storici del nostro territorio, quindi di reinterpretare un sapere consolidato da secoli di esperienze.

A questi vitigni a bacca rossa si aggiungono (5 ettari) di quelli a bacca bianca: Passerina, Malvasia Puntinata, Malvasia di Candia, Trebbiano e Sauvignon Blanc.
Per le stesse singole varietà è stato poi applicato il principio della selezione da vecchi e storici vigneti, rispettando l’antico ma quanto mai moderno detto che vedeva nella sapiente combinazione della variabilità clonale, il segreto per un grande vino. La forma di allevamento prescelta per i vigneti quella del cordone speronato, con potatura corta a sei-otto gemme per ceppo. Grande importanza viene data alla potatura verde, sia come contenimento vegetativo che, soprattutto, produttivo: I numerosi diradamenti annuali permettono infatti sia una bassa resa (circa 60 q.li/ha), sia un’evoluzione omogenea del processo di maturazione dei grappoli. La vendemmia è completamente manuale e le operazioni di vinificazione avvengono, sempre, immediatamente dopo la raccolta.
Per le uve a bacca bianca si procede ad una pressatura soffice a temperatura conrollata e in ambiente ridotto, ad una fermentazione da 18 a 25 giorni a 17°C con costanti remouage ed alla conservazione in serbatoi di acciaio inox alla temperatura controllata di 1°C.

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IL CESANESE DEL PIGLIO

Il Cesanese del Piglio è il disciplinare che regola la produzione dei vini del nostro territorio. Redatto ed approvato agli inizi degli anni settanta comprende un´area di cinque comuni: Acuto, Anagni, Paliano, Piglio, Serrone. Le uve che per tradizione costituiscono la “base” dei vini sono il “Cesanese comune” e il “Cesanese d´Affile” vitigni geneticamente diversi nonostante il nome possa far pensare il contrario.
Da sempre infatti è esistita nel Lazio un´uva denominata “Cesanese” e coltivata praticamente dappertutto: solo alla fine del settecento fece la comparsa nel territorio della nostra D.O.C.G. una nuova varietà che, in breve tempo conquistò i viticoltori per il suo alto grado zuccherino e i suoi aromi di viola e mora. In poco tempo ricevette l´appellativo di “Cesanese d´Affile” dal luogo in cui le prime talee furono piantate.
Le due uve erano corredate da una piccola percentuale di “nostrano”, antichissimo precursore del sangiovese oggi rintracciabile solo nel nostro territorio e che noi abbiamo impiantato in azienda.
Nel 1973 il disciplinare di produzione venne costruito rispecchiando tale distribuzione.